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Bolgheri , Toscana

“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti  van da San Guido in duplice filar…. (G. Carducci) 

Un gioiello toscano chiamato Bolgheri.

Siamo nella terra dei “supertuscans”, vero eden per gli “enogastronauti” più esigenti. Il termine supertuscans venne coniato da giornalisti anglofoni per cercare di dare una precisa identità ai vini di eccellenza, in primis il Sassicaia, prodotti principalmente in questa zona e che li distinguesse, in assenza di una DOC del territorio, dai più comuni “vini da tavola”. Il termine è ancora oggi largamente utilizzato e sebbene adesso esista una “DOC Bolgheri”, vive in modo esemplare l’altissima qualità (super) ed il territorio dove vengono prodotti (Toscana).

 

L’itinerario non può che partire, in auto (ma con la bicicletta i luoghi si possono apprezzare in modo più completo), dal celebre viale di Bolgheri, reso famoso dai versi di Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido”, “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar…”; il viale, orlato da due file di cipressi secolari e lungo quasi sei chilometri conduce, in una cornice di struggente bellezza, al borgo cui si accede attraverso l’antico castello, che si erge all’entrata. Qui si trovano numerose osterie e ristoranti che propongono piatti tipici della cucina del luogo: minestra di farro, ribollita, zuppa di cavolo nero, pappardelle al colombaccio, formaggi pecorini e salumi di produzione locale. Non mancano, ovviamente, enoteche e locali ove è possibile acquistare le etichette della DOC Bolgheri.

Dopo due passi nel borgo si può riprendere il viaggio percorrendo la Strada del Vino che si snoda lungo la Bolgherese (la provinciale – SP16) e porta al comune di Castagneto Carducci. Qui, agli occhi del viaggiatore, la bellezza del territorio appare in tutta la sua interezza. L’enoturista rimarrà impressionato dalla regolarità dei vigneti, bordati da pini marittimi e cipressi.

 

Da questi terreni provengono le uve della cantine che, insieme al Sassicaia, hanno reso famosa questa parte di Toscana nel mondo. Proprio la Tenuta dell’Ornellaia (dove si producono Masseto, il grande merlot e l’ Ornellaia) è la prima che si incontra e, subito dopo, la “cantina boutique” Le Macchiole (qui sono prodotti Paleo, Scrio e Messorio). Lungo la strada si notano le vigne delle aziende di produttori dai nomi prestigiosi che hanno creduto ed investito in questa zona, così come di piccole aziende, meno note al grande pubblico, ma comunque dedite a produzioni vinicole di elevatissima qualità. In lontananza, quasi nascosta, si intravede la cantina Ca’ Marcanda di Angelo Gaja e, proprio di fronte, le vigne di Campo alla Sughera. Più verso il mare si può intravedere la più grande delle aziende del bolgherese, la tenuta Guado al Tasso degli 
Ma ci sono ancheaziende medio-piccole, gestite dalle famiglie, che ripongono grande attenzione nella qualità dei loro prodotti, tra queste ricordiamo Ferrari Iris e Figli, Campo al Noce, Il Magazzino, Eucaliptus, Tenuta di Vaira, Guado al Melo, La Cerretella, Poggio alle Querce, Campo al Pero, Podere Giovanni, Giorgio Meletti Cavallari, Serni Fulvio Luigi, La Vigna dei Musi, Fornacelle, Podere il Castellaccio, Sant’Agata e Micheletti Enio. Qui si possono acquistare vini e oli, ma anche frutta e ortaggi, soprattutto meloni, cocomeri, pesche, fragole, asparagi, carciofi e fave.

 

Verso monte, sulle colline che circondano le coltivazioni viticole, la coltura dell’olivo ha il sopravvento consentendo produzioni di oli di qualità elevatissima. La produzione di Olio Extra Vergine di Oliva è parte integrante della storia del territorio di Castagneto Carducci e di Bolgheri.  Piante secolari testimoniano la coltivazione fin dai tempi più antichi, quando l’olio era pregiata merce di scambio.  La particolarità dei terreni e il microclima costiero rendono la nostra zona una delle più vocate alla coltivazione dell’olivo, producendo un olio dal gusto equilibrato e delicato. Le cultivar presenti sono le classiche Toscane (Frantoio, Moraiolo e Leccino) oltre ad altre tipiche della zona come l’Olivastro del Palone e il Gremignolo di Bolgheri. Sono presenti sulla strada numerosi agriturismi ove il viaggiatore può decidere di soggiornare per apprezzare in modo più completo questo angolo di paradiso.

Alla fine della Bolgherese si inizia a salire verso il borgo di Castagneto Carducci che domina la vallata e che merita anch’esso una visita sia per la bellezza del paese che per l’incantevole panorama che è possibile ammirare. Anche qui non mancano ristoranti, osterie ed enoteche ove è possibile degustare o acquistare le specialità tipiche della cucina castagnetana ed i grandi vini della zona. Le tradizioni culinarie in questo luogo sono ancora vive, legate soprattutto ad una cucina tesa ad utilizzare più i prodotti della terra e della caccia che non quelli del pur vicinissimo e pescoso mare; cucina che si sposa alla perfezione con i grandi rossi che in questo territorio sono prodotti. Produzioni locali di vini bianchi o rosati di qualità non mancano certamente in questo comprensorio (proprio il rosè era il vino più famoso nella zona prima dell’avvento del Cabernet Sauvignon) e la vicinanza al mare consente di abbinarli a gustosi piatti di pesce localmente pescato.A Castagneto Carducci, tutti gli anni in primavera, viene organizzata la rassegna enogastronomica “Castagneto a Tavola” dove vengono proposte degustazioni dei vini, cene a tema nei ristoranti, laboratori del gusto, visite guidate alle cantine. Il piatto simbolo della manifestazione è la Testina di Cinghiale alla Castagnetana, ancora oggi un piatto ricco di storia, mistero, fascino e raffinata arte culinaria.


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