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La Strada del Vino a Pisa

 Pisa e il vino

Nel territorio della Strada del Vino delle Colline Pisane, vocato sin dall’ epoca degli Etruschi, vengono prodotti vini di qualità riconducibili a indicazioni geografiche o denominazioni di origine le quali, oltre a rappresentarne un valore aggiunto, svolgono un compito fondamentale nella tutela del patrimonio culturale, dei metodi produttivi tradizionali e delle risorse naturali.

 

Tra queste a partire dal 1927 il vino Chianti DOCG, uno dei primi simboli del Made in Italy, a base di Sangiovese e dal vivace colore rosso rubino che ben si presta ad ogni occasione e che migliora con l’invecchiamento.

 

Altra denominazione tradizionale è il Bianco Pisano di San Torpè DOC, vino dal sapore secco, armonico e delicato e dal profumo vivace, da bere fresco e giovane, a base di Trebbiano Toscano e, in percentuale minore, di altri vitigni bianchi quali il Vermentino e lo Chardonnay. Il nome deriva dal centurione romano Terpezio, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, cortigiano di Nerone e da questi fatto decapitare a Pisa il 29 aprile 68 a seguito della sua conversione al cristianesimo; dopo la morte il corpo fu abbandonato sopra una imbarcazione, insieme ad un gallo e ad un cane, alla foce dell’Arno, quindi ritrovato nelle vicinanze di Saint Tropez così ribattezzata in onore del Santo.

Pisa e l’Olio.

Le colline pisane, oltre al vino, rappresentano un territorio di elezione anche per un altro prodotto di eccellenza come l’olio extra vergine d’oliva,prodotto anche con certificazione di qualità IGP Toscano.

L’olio extravergine è frutto della coltivazione dell’olivo, documentata fin dall’epoca etrusca (VII secolo a.C.) anche se solo a partire dagli ultimi secoli del Medioevo ha acquisito una reale importanza con l’espansione delle coltivazioni continuata fino al XV secolo, per raggiungere il massimo all’inizio del XVIII secolo; è ottenuto dai frutti di diverse varietà di olivo quali Frantoio, Gremignolo, Leccino, Mignolo, Moraiolo, Pendolino e altre presenti negli oliveti da sole o congiuntamente per almeno il 95%.

Presenta colore dal verde al giallo oro, odore fruttato accompagnato da aroma di mandorla, carciofo e frutta matura; indicato per i primi piatti e le zuppe di legumi della cucina locale e regionale e sulla tradizionale bruschetta, si caratterizza per un livello di acidità massima totale che varia fra 0,5 e 0,6 g per 100 g di olio.

 

Pisa e il tartufo di San Miniato.

Nelle colline pisane si trova il più profumato e prelibato dei tartufi in Italia, ovvero al mondo: il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) che la legge regionale Toscana definisce come tartufo bianco delle colline sanminiatesi. Definito come “cibo degli dei” viene raccolto, con l’ausilio di cani addestrati allo scopo, da settembre a dicembre nelle aree boscate di fondovalle e collinari, oppure lungo i corsi d’acqua; si stima che nelle colline pisane venga raccolto circa un terzo della produzione nazionale. Oltre al tartufo bianco nel territorio delle colline pisane, durante altri periodi dell’anno, si possono raccogliere diversi tipi di tartufo come il tartufo nero, il tartufo nero estivo detto scorzone e il tartufo marzuolo denominato anche bianchetto.

leggi di piùhttp://www.stradadelvinocollinepisane.it/language/it/


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