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Pisa Palermo: 1 a 0 e palla in centro

 Piazza del Duomo di Pisa

Pisa
Motivi della Scelta Pisa culla di grandi artisti e scienzati , per secoli ha riempito di meraviglia i viaggiatori per l’unicità dei gioielli architettonici del suo Campo dei Miracoli, patrimonio dell’umanità dal 1987, La Toscana è una ricca regione agricola, dal clima mite e dalle dolci colline ondulate, punteggiata da snelli cipressi che si affaccia sul mare Tirreno con una costa prevalentemente bassa . Pisa , sorta alla foce dell’Arno , fiume che attraversa la Toscana, raggiunse il suo massimo splendore fra l’XI e il XV secolo, ma i motivi della sua grandezza prescindono dalla ricchezza del suo entroterra.
Alla fine del I millennio dell’era cristiana le navi pisane cominciarono a compiere viaggi in tutto il Mediterraneo. Durante quegli anni la Repubblica Marinara di Pisa non si limitò a fondare colonie e basi commerciali in Oriente, ma prese parte a molti saccheggi, i cui bottini contribuirono ad arricchire la città. La più avventurosa delle spedizioni pisane fu la conquista e il saccheggio di Palermo, che nel 1063 procurò a Pisa incalcolabili tesori: l’entusiasmo che pervase tutta la città culminò in un progetto molto ambizioso, la costruzione di una cattedrale.
Pisa
Modelli classici per il Duomo.Parte del famoso bottino di Palermo del 1063 a opera di Pisa , pur non esistendo alcuna certezza storica, contribuì , secondo la tradizione ,  alla costruzione delle colonne di granito levigato del duomo della città . Si sa invece per certo che i Pisani collaborarono generosamente alla sua costruzione, al cui progetto lavorò l’architetto Buscheto di Giovanni Giudice. Egli scelse per la propria opera un luogo piuttosto singolare, e cioè un grande spiazzo delimitato, a partire dal XII secolo, dalle mura della città, dall’ospedale della Misericordia e dal Palazzo dell’Arcivescovo.

Anticipando sorprendentemente le concezione del Rinascimento, Buscheto volle che la sua opera facesse parte di un nuovo ordine urbanistico, estraneo alla vecchia città, e che gli permettesse di trattare allo stesso tempo il progetto architettonico e lo spazio circostante. La pianta del duomo di Pisa, insigne esempio dello stile romanico pisano, è a croce latina e a cinque navate sostenute da colonne monolitiche dell’XI secolo, anziché pilastri, elementi dominanti nell’architettura dell’epoca. Tale caratteristica, mutuata dalle grandi basiliche di Roma che Buscheto ben conosceva, non era cosa rara in Italia, dove l’ancora forte sopravvivenza classica impedì il pieno sviluppo dei grandi stili architettonici medievali impostisi in Europa settentrionale. La copertura del Duomo è costituita da un soffitto a cassettoni nella navata centrale e da volte a croce nelle navate laterali, mentre l’unica concessione all’allora imperante stile cluniacense è la presenza della cupola impostata sul transetto. La perfezione formale dell’edificio porta spesso a dimenticare la sua vetustà: la chiesa venne infatti consacrata nel 1118 e terminata verso la fine del secolo. La bellissima facciata, progettata da Rainaldo, è scandita da quattro oridni di logge ed è coronata da statue. L’ordine inferiore, con archi ciechi sorretti da colonne addossate alla parete, presenta decori geometrici – ottenuti grazie all’alternanza di marmi scuri, bianchi e venati – e mosaici. I fianchi, impreziositi da suggestive arcate, la superba cupola, la squisita abside con loggia, restituiscono accenti di evocativa suggestione architettonica.

Torre Pendente

Il duomo condivide il magico spazio di Piazza dei Miracoli con altri tre edifici del tutto singolari: il Battistero, il Camposanto Monumentale e il campanile, meglio conosciuto come Torre Pendente. Le quattro costruzioni formano un armonioso complesso monumentale, veramente unico nell’ambito dell’architettura medievale europea. Il campanile, iniziato nel 1173 dal maestro Buonanno Pisano, cominciò a pendere a causa del cedimento del terreno quando era stato completato il terzo anello.

Nonostante questo “inconveniente”, si decise di terminare la costruzione anziché demolirla e ricominciare da capo su un terreno più solido. L’inclinazione è andata aumentando durante il corso dei secoli e oggi ha raggiunto un punto tale da rendere necessari la chiusura del monumento al pubblico e l’avvio di una serie di opere di consolidamento della fondamenta che dovrebbero scongiurare il pericolo di un improvviso crollo. Certamente, dal punto di vista degli storici d’arte, la pendenza della Torre è un aspetto assolutamente secondario, ma è indubbio che proprio a questa caratteristica il monumento debba la sua fama universale. A pianta circolare, la Torre presenta arcate cieche romaniche alla base e sei suggestivi ordini di logge, progettati come belvedere sulla piazza sottostante. Il settimo piano, destinato alla cella campanaria, è di diametro inferiore, con una serie di colonne accoppiate addossate alla parete e archi a tutto sesto. Pur non godendo di uguale fama, il Battistero merita comunque lo stesso interesse della Torre. Si tratta di una grandiosa realizzazione romanica a pianta circolare, architettonicamente improntata dalle arcate cieche sovrastate da una loggia coronata da cuspidi traforate ricche di sculture. Più in alto vi è un giro di bifore sormontato da elementi decorativi triangolari, sopra i quali s’imposta la calotta culminante nella statua di bronzo del Battista.

Il Battistero venne progettato da Diotisalvi, che ne iniziò i lavori nel 1152. Questi furono ripresi nel 1260 da Nicola Pisano, mentre il figlio Giovanni si occupò dei decori esterni. Particolarmente ricco è il portale prospiciente la cattedrale, con preziosi rilievi che rappresentano Gesù, la Vergine, il Battista e gli Evangelisti.

Il Camposanto

L’ultimo dei capolavori del Campo dei Miracoli è il Camposanto Monumentale, realizzato da Giovanni di Simone a partire dal 1278. Le pure linee del romanico pisano denotano sovrapposizioni gotiche; all’interno l’ampio quadriportico, che racchiude la Terra Santa qui trasportata dalla flotta pisana di ritorno dalle crociate, richiama i tratti di un’imponente basilica priva di copertura. Il Camposanto fu terminato soltanto nella seconda metà del XV secolo, mentre la cappella Dal Pozzo fu aggiunta verso la fine del XVI secolo. Una speciale citazione merita il Salone degli Affreschi, fra i quali spicca Il trionfo della morte, opera di un maestro anonimo, probabilmente eseguito alla fine del XIV secolo. Impressionante è la drammaticità del tema, che oppone la vita spensierata di alcuni giovani gentiluomini alla triste realtà della morte, rappresentata da vari sepolcri aperti.


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