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Lubec 2013 Turismo e Cultura dibattito a Lucca workshop

Lubec 2013

LuBeC 2013. CULTURA: password for future

L’occupazione nella filiera dei beni culturali – tecnologia – turismo tra PA, impresa, nuove competenze e strumenti operativi

Oggi ho partecipato al LuBeC Digital Technology,   rassegna espositiva dedicata a progetti e soluzioni per la valorizzazione della filiera beni culturali –tecnologia – turismo. Alla rassegna hanno partecipato  imprese, PA, operatori pubblici e privati,  consapevoli della necessità di una profonda riforma nelle procedure tradizionali e di un aggiornamento continuo delle professionalità.

Lucca diviene come ogni anno luogo di incontro dell’eccellenza dell’industria pubblica e privata sulla valorizzazione dei beni culturali e il marketing turistico-territoriale. Italia, patria del bello, del ben fatto, del fatto a mano. Dalla Gioconda al David, dalla Boheme ai Promessi sposi, dai prodotti di Gucci alle ceramiche di Montelupo è evidente la capacità italiana di realizzare miracoli d’arte e di sapienza artigianale. Una ricchezza complessiva di cultura e di bellezza diffusa che si traduce in un indiscusso vantaggio competitivo. L’Italia è brand riconosciuto, invidiato e desiderato in tutto il mondo. Da questa considerazione nasce il convegno sul made in Italy, sulla capacità di fare e di fare bene.

Cultura: password per il futuro, questo il tema di Lubec 2013. L’eccellenza dell’industria pubblica e privata si riunisce per presentare al pubblico le tematiche dedicate alla valorizzazione dei beni culturali e al marketing turistico-territoriale attraverso una rassegna espositiva, focus group, workshop, dibattiti e seminari che forniscano nuovi strumenti per favorire e sfruttare le straordinarie potenzialità di sviluppo del sistema Italia.

Temi cardine di quest’anno l’occupazione e le nuove competenze che possono scaturire dal confronto e l’integrazione della filiera con la Green economy, il turismo, l’Ict (Information and communication technology) e il made in Italy. Il 17 ottobre che da l’avvio alla prima giornata di lavori si discute dei nuovi bookshop dei musei, come possibilità di sviluppo occupazionale e di business per l’artigianato tradizionale ma anche per quello tecnologico e digitale. Esempio interessante di questo nuovo modello di gestione e organizzazione la casa museo Piccini che ha sviluppato prodotti originali in modo esclusivo. Il grande convegno di apertura è dunque una plenaria dedicata proprio al tema dei beni culturali, occupazione e sviluppo. Tra i partecipanti decisori pubblici, imprese, giornalisti ed economisti per lanciare sul tappeto proposte concrete e strumenti attuativi, che possano portare idee, creatività, azioni. Il venerdì mattina all’incontro con il ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo, il decreto Valore cultura e la programmazione europea di Europa creativa per il quadro delle opportunità in relazione alla gestione pubblico-privato del patrimonio culturale.

La tradizione ci ha regalato una reputazione internazionale che oggi è davvero possibile implementare e rendere insuperabile abbinando all’artigianato tradizionale, elementi innovativi come il design, capace di rileggere e ripensare gli elementi identificativi di ogni distretto produttivo e l’Ict, capace di strutturare e rendere ripetibile e gestibile il prodotto artigianale senza stravolgerne l’autenticità e la bellezza.

Ecco gli artigiani del XXI secolo, i giovani creatori di start up che fanno eccellenza con l’artigianato digitale che potrebbe rappresentare un interessante sviluppo del merchandising museale, sottolineandone e diffondendone le peculiarità nell ’Italia delle meraviglie e nel mondo.

Per ulteriori informazioni clicca qui www.lubec.it. 

Dal 17 ottobre al 19 ottobre, Real collegio di Lucca,  piazza del Collegio 13, Lucca.

Dai dibattiti seguiti è emerso che l’Italia da un punto di vista politico non supporta come dovrebbe il binomio Turismo Cultura per fare impresa da un punto di vista legislativo, economico e in termini di  strategia operativa  . In una nazione come l’Italia in cui ci sono più del 70 % dei beni culturali mondiali. Si è parlato a lungo dell’arretratezza digitale e della non conoscenza di altre lingue straniere in Italia per la fruibilità del patrimonio culturale e paesaggistico e dei servizi, che viene colmata in alcuni casi dal lavoro isolato di grandi imprese private che cercano di colmare questo enorme gap .

E’ il caso per esempio di Arte.it , primo sito tematico e verticale dedicato al mondo dell’arte a 360° gradi in Italia che ha presentato oggi a Lucca la nuova versione in formato BETA del sito web, consultabile all’indirizzo preview.art.it 

Tante sono le novità: una nuova grafica, un notiziario,un calendario, guide delle città d’arte e un ricco data base. Un notiziario aggiornato 7 giorni su 7 con le principali notizie rivolte alla scena italiana e alle novità internazionali, un calendario mostre e le nuove guide dei siti UNESCO di Aquileia e della Reggia di Caserta e di Venezia. Le guide sono inoltre disponibili in formato APP per smartphone (iOS e Android) e tablet (iPad e i principali modelli di supporto) e si vanno ad aggiungere alla collezione delle 10 guide città d’arte italiane ( Roma, Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Lecce,Palermo) complete di itinerari tematici e d’autore con oltre 10.000 punti di interesse mappati e una selezione editoriale di servizi come ristoranti, alberghi, luoghi di divertimento, gallerie d’arte, parchi e negozi.

I problemi sono tanti : il turismo è una fonte enorme di sviluppo ed economia per il nostro paese e si  fa fatica a farlo decollare sotto forma di un programma operativo a carattere  nazionale. Tuttavia ci sono segnali positivi di progresso verso un piano strategico su scala nazionale per offrire al visitatore la possibilità di venire a conoscenza dell’enorme patrimonio paesaggistico e culturale.  Sul piano digitale, per esempio,  nasce nel maggio 2012 Easy Italia il contact center multicanale e multilingue di informazione ed assistenza ai turisti stranieri ed italiani in visita nel nostro paese, realizzato su incarico dell’Ufficio per le politiche del turismo (Dipartimento per gli Affari Regionali, il turismo e lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Il risultato è visibile nel portale www.Italia.it


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