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Legend of The Turkish Steps

Here you can read in Italian a beautiful Legend of The Turkish Steps about a Love Story.

Take few minutes to read it and Leave your Comment.

The whole  Story is provided by a Website called www.SposiamociQui.it 

Sotto la candida  Scala dei Turchi, fra le onde di un mare turchese, c’è uno scoglio chiamato “u’ scogliu do zitu e a zita”.

Questo nomignolo rievoca una antica leggenda del luogo: la storia d’amore di due giovani, Peppe e Rosalia, contrastata dalle differenze sociali. Si racconta che durante una passeggiata in compagnia della governate, Rosalia, figlia di un ricco signore di Realmonte, vide Peppe, umile operaio che trasportava un sacco. Uno scambio di sguardi, di segreti sorrisi, e fra i due fu amore a prima vista.

Un amore da subito osteggiato dal padre di Rosalia che non voleva per la propria figlia un povero operaio come marito. I due giovani cominciarono a vedersi furtivamente all’imbrunire, nel giardino del palazzo di lei. Sapendo di non poter ottenere il consenso paterno al proprio matrimonio, dopo un po’ Rosalia iniziò a non toccare cibo e a debilitarsi. A quel punto il padre consultò un medico, il quale, affermando che la ragazza si era ammalata di “malinconia”, prescrisse delle lunghe camminate all’aria aperta. Passeggiate che divennero presto altre fugaci occasioni d’incontro fra i due innamorati.

La cosa non sfuggì all’occhio vigile della governate che riferì tutto al padre. Montando su tutte le furie, il genitore annunciò alla figlia che l’avrebbe rinchiusa in uno sperduto monastero a espiare questa volgare tresca che mortificava il prestigio della famiglia. A fronte di questa durissima decisione, Rosalia e Peppe, a notte fonda si incontrarono un’ultima volta sulla punta della Scala dei Turchi. Lì, giurandosi di rimanere uniti per sempre, si lanciarono nel mare scomparendo fra le onde.

Racconta la leggenda che dopo alcuni anni, nel punto esatto dove i due scomparvero, spuntarono due scogli: uno disteso, appena sopra il pelo dell’acqua e l’altro sporgente, tenuti insieme da una sottile lingua di roccia. Si narra che per molti anni, nelle notti di luna piena, quando il mare era in bonaccia, chi si trovava a passare con un’imbarcazione nei pressi della candida “Rocca Gucciarda”, poteva sentire il dolce sussurro di un canto di donna: la voce di Rosalia cantava, a fianco di Peppe, il suo amore reso eterno dal mare. Ecco perché, ancora oggi, lo scoglio della “Rocca Gucciarda” viene chiamato da marinai e pescatori “U’ Scogliu do Zitu e a Zita”.


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